lunedì 20 marzo 2017

Libri come 2017



http://www.auditorium.com/restMagik/scalec1812/scaler453/cropx691.5/cropy0/cropw429/croph453/http://www.auditorium.com/images/images/6183576/libricome.jpg

Il bello di Libri come per chi abita nei dintorni di Roma sta nel poter conciliare quasi sempre lavoro e fuori programma del weekend, anche quando ad intralciarti è un condominio ostico, con un paio di eventi letterari all’Auditorium, senza perderti nelle bolge infernali tipiche dei festival. La cosa che infastidisce, invece, è dover pagare una commissione che costa la metà del biglietto per potersi procurare per tempo un posto in sala per gli incontri a pagamento (per un incontro che costa € 3,00, pagare una commissione pari a € 1,50 mi sembra francamente eccessivo).
Ho amato molti libri di Ian McEwan, primo fra tutti Espiazione, e da una conversazione con Marino Sinibaldi intitolata “Come i miei libri” mi aspettavo di più. Avrei voluto sentir parlare della genesi dei suoi libri, del suo rapporto con la scrittura, dei suoi punti di riferimento (se ce ne sono), delle sue manie. Invece tutto si è concentrato sull’ultimo romanzo, Nel guscio, che non ho letto (e forse non leggerò) ma di cui ricorderò sempre la mano vibrante di Fabrizio Gifuni mentre sul palco dà voce ai pensieri del feto, protagonista del romanzo. Perché il feto agiti tanto la mano resterà per sempre un mistero, ma a Gifuni perdono quasi tutto.
A parte McEwan, ho saltato tutti gli eventi più attesi; non per snobismo ma per impossibilità ad andare o perché i biglietti erano già esauriti. Però non è stato un male: alla fine, gli spunti di lettura più interessanti sono arrivati da autori a me fino a ieri sconosciuti e a felici coincidenze.
Ho scoperto la pacatezza e il sottile senso dell’umorismo di Hisham Matar, scrittore libico che ha conversato con la bravissima Benedetta Tobagi sulla scomparsa della figura paterna, sul suo paese, sul rapporto tra potere e politica. Hisham Matar è figlio di un oppositore politico, rapito dai servizi segreti nel '90 e ucciso da Gheddafi; parla un inglese limpidissimo, ha una voce rassicurante. Stralci della conversazione di ieri pomeriggio potete leggerli qui. Ed io, neanche a dirlo, acquisterò il libro.
Tra gli autori del recente passato che non si sono mai fatti limitare da confini e barriere mentali, ho preso appunti ascoltando Sandra Petrignani e Mario Fortunato, traduttore di Lunedì o martedì, tutti i racconti di Virginia Woolf, edito da Bompiani. Ecco, io la sfida lanciatami da Fortunato vorrei coglierla ma non so se sia il momento giusto. Perché Fortunato sostiene che i racconti della Woolf siano per lettori dallo stomaco forte, quelli che non hanno paura di scoprire cose di sé che potrebbero farli vacillare. Ed io già vacillo troppo.
Ho bevuto tanti caffè e ascoltato dibattiti poco letterari e molto vicini alla matematica e alla didattica (qualcuno di voi ha mai sentito parlare di Emma Castelnuovo?), di geopolitica (visto che le frontiere sono tornate parecchio di moda), e di attualità politica. Perché la lettura non può essere solo motivo di evasione e io dovrei smetterla di leggere esclusivamente romanzi e dedicare un po’ di spazio in più alla saggistica e alla non fiction.  


I miei spunti di lettura da Libri come 2017:
- Manlio Graziano, Frontiere, il Mulino, collana Voci, 2017.
- Carla Degli Esposti, Nicoletta Lanciano, Emma Castelnuovo, L’asino d’oro, collana Profilo di donna, anno di pubblicazione 2016.
- Virginia Woolf, Lunedì o martedì – Tutti i racconti, trad. Mario Fortunato, Bompiani, 2017.
- Hisham Matar, Il ritorno, trad. Anna Nadotti, Einaudi, 2017. 



3 commenti:

  1. Bene, babalatalpa, hai ripreso il cammino. Sui confini ti riporto una bella frase di Josif Brodskij, citata nell' articolo molto interessante di Christian Salmon sull' inserto Robinson di Repubblica di domenica 19 marzo, dedicato all' Europa "contrariamente alla credenza popolare, i confini non sono situati là dove il mondo finisce, ma esattamente dove il mondo si chiarisce".
    Quanto a Emma Castelnuovo io l' ho anche conosciuta, negli ultimi anni della sua vita. Ovviamente una persona eccezionale, vivacissima che mi ha raccontato molto di sè. Io non sono una matematica ma so che per molti che hanno insegnato questa materia lei è stata fondamentale. Un abbraccio. Renza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che Brodskij è stato molto citato dagli autori che ho ascoltato a Libri come? io ho letto solo Fondamenta degli incurabili (me lo sono regalato a Venezia) ma credo sia un autore da approfondire.
      Per quanto concerne la Castelnuovo, ne ignoravo l'esistenza. E mi sono sentita piccola e profondamente ignorante. Ho fatto il liceo scientifico ma è stata una scelta un po' forzata. Ore a cercar di risolvere equazioni; poi riuscivo, ma lo sforzo era davvero tanto rispetto alla semplicità con cui terminavo (divertendomi) le versioni di latino. A sentir parlare della Castelnuovo da chi l'ha conosciuta, a vedere quegli aggeggi meravigliosi da lei inventati in cui misteriosamente la geometria diventava una cosa viva, tangibile... ho pensato, per l'ennesima volta, a quanto il ruolo degli insegnanti influenzi le scelte della nostra vita e ci faccia diventare persone diverse. Ci sarà un momento in cui cominceremo ad investire sull'istruzione e sulla formazione? Quella vera però, non quella che serve solo a fare business e ingrassare (in senso letterale) gruppi di potere che non ne hanno bisogno.

      Elimina

Il tuo commento sarà visibile dopo l'approvazione.